Il racconto del nostro Alessio Secchi sull’Amerigo Vespucci

Descrizione dell'evento

Il racconto del nostro Alessio Secchi sull’Amerigo Vespucci

Il nostro atleta della squadra Optimist Alessio Secchi, 14 anni, è stato selezionato, tramite  Federazione Italiana Vela, per il progetto Generazione Vespucci – Vita di bordo, che dava l’opportunità di vivere la straordinaria esperienza della navigazione a bordo della nave scuola Amerigo Vespucci.

Alessio ha partecipato a tre intense giornate nella tappa Civitavecchia-Livorno. Ecco il suo racconto.

“Quando mio padre mi ha segnalato l’iniziativa non pensavo di poter essere selezionato, ma tentare non nuoce e ho mandato la mia candidatura: un questionario di valutazione del comportamento in equipaggio, il curriculum velico e un video messaggio per spiegare le proprie motivazioni.

Ero incredulo all’arrivo della convocazione a Civitavecchia ma molto felice!

Con pochi giorni di preavviso ci siamo organizzati in fretta perché era necessario un abbigliamento che non avevo (scarpe da barca, magliette bianche e cappellino blu senza loghi, tuta da lavoro, etc.), e tutta la mia famiglia si è messa in moto per aiutarmi.

Giorno 1 – L’imbarco

Il giorno dell’imbarco, dopo 7 ore di treno insieme ad altri ragazzi selezionati siamo arrivati al porto di Civitavecchia e ci siamo imbarcati. Siamo stati radunati per la spiegazione delle regole di vita militare, e per imparare i nodi per le amache. Dopo un po’ di tempo libero, cena a bordo e… prima notte sull’amaca (un nodo malfatto era caduta assicurata).

Giorno 2 – La partenza

La nave è salpata alle 8. Durante le manovre siamo stati sul ponte con la possibilità di esplorarlo. Una volta in mare aperto, ci hanno messo al lavoro divisi in due gruppi – uno lucidava gli ottoni e l’altro lavava il ponte. Dopo due ore di lavoro abbiamo fatto pranzo.

Nel pomeriggio ci hanno spiegato come funziona la plancia di comando e ci hanno fatto timonare. Avevamo a disposizione uno schermo che indicava i gradi di direzione della nave e un indicatore dei gradi del timone che ci permettevano di mantenere la rotta.

Alla sera abbiamo cenato con l’equipaggio e siamo andati a vedere il tramonto a prua (molto bello). A un certo punto è passato un jet militare e ci ha fatto un inchino. Siamo poi rimasti svegli per mangiare la famosa “pizza di mezzanotte” – quando la nave è in navigazione, il cuoco prepara la pizza per scaldare i marinai di guardia.

Giorno 3 – Il rientro a Livorno

La mattina ci hanno svegliati alle 7 e abbiamo fatto colazione, poi ci hanno messo tutti a lucidare gli ottoni e la nave è entrata in porto. Siamo sbarcati alle 11.

 

Mi sono reso conto che la mia esperienza sugli Optimist mi è stata utile, non avevo timore del mare nè di soffrirlo e conoscevo i principali nodi marinari.

Ero felicissimo di essere stato scelto, e lo sono stato ancora di più quando sono salito a bordo e ho fatto amicizia.

Solo allora ho realizzato cosa stavo facendo: ero sulla nave più bella del mondo e l’ho pure timonata… questa è una storia che racconterò ai miei figli e che ricorderò per sempre!!!

Alessio